Capello: «Con i romani ho un rapporto bellissimo»
Sala d’accoglienza del Canottieri Roma Fabio Capello rilascia un’intervista:
«Mister, facciamo due battute?». «Va bene, però non posso parlare di calcio – replica allargando le braccia – Ho un contratto». Allora parliamo di Roma, della sua Roma. «È la città più bella del Mondo. Oggi (ieri, ndr) pomeriggio ho pranzato a San Lorenzo, da Pommidoro. Poi sono andato a Villa Medici, alla mostra del mio amico Claudio Abate (un famoso fotografo). L’arte mi piace molto, mi piace tutta».
Capello continua a parlare:«Con i romani ho un rapporto bellissimo, per strada mi salutano, mi ringraziano per lo scudetto». Qualche tempo fa, in un’intervista all’Espresso, aveva parlato in modo diverso: «A Roma torno molto raramente – aveva rivelato senza nascondere la propria preoccupazione – e con una tutela. Ho lì il mio dentista di fiducia e quando ci vado devo avvisare la Digos. Non posso certo camminare da solo per strada o andarmi a prendere un caffè al bar». A Lungotevere Flaminio, in uno dei circoli più rinomati di Roma, forse la scorta non serve. «Lasciamo stare quest’argomento – esorta Don Fabio – Non mi va di parlarne». Il pensiero va a quella notte, a quella promessa non mantenuta, alla Zebra che soppianta la Lupa: «Ma la mia non è stata una fuga, non sono scappato. Se ho qualche rimpianto per non aver salutato i tifosi, per non aver organizzato una conferenza stampa?». Riflette, uno forse due secondi. «No, nessun rimpianto».
